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Trasferire
il vissuto privato nel pubblico, questo l’obbiettivo del
progetto “Âme soeur”, all’interno del quale la Piazza
Matteotti, luogo pubblico per eccellenza, torna a
riscoprire il suo ruolo possibile di luogo privato; la
mia ricerca artistica, infatti, tutta incentrata sullo
scambio identitario, anche in questo workshop, dedicato
alla contaminazione tra paesaggio e arte, ha trovato
intensi stimoli creativi. Ho trovato una storia nel
Palazzo Morelli Greggi che mi riporta indietro nel tempo
e che mi dŕ la possibilitŕ di raccontare il mio vissuto
fuso con quello di altri che mi hanno accolto in modo
intimo, consentendomi cosě, da subito, di avere una
relazione profonda con il luogo. E’ grazie a questo che
sto vivendo il paesaggio urbano di Santa Sofia come
spinta irresistibile verso una nuova sperimentazione: la
piazza del paese che, in un tempo reale o ideale che
sia, č stata luogo di condivisione, si trasforma in
spazio intimo, dove vissuti personalissimi, che forse
mai avrebbero pensato di incontrarsi, si scoprono pronti
a condividere le loro emozioni, per trasferire il
privato nel pubblico o il pubblico nel privato: due
chiavi di lettura per rileggere e reinterpretare le
proprie storie. Il mio vissuto, dunque, intrecciato con
quello di una delle famiglie di Santa Sofia in forte
connessione. |